L'Elettronica e altre cose secondo gli Swomi

Due chiacchiere con i raga più freschi del quartiere

Beatrice Bellavia 11\02\2017

Swomi è un duo bresciano composto da Francesco Bortolini e Matteo Bassi, classe 1991. Il loro primo ep, Painless, verrà rilasciato ufficialmente il 21 febbraio, ma un'anteprima è già disponibile qui. A maggio è uscito anche il loro primo video, che ha anticipato l'ep. Caso vuole che siano conoscenti di vecchia data, e stasera suoneranno a Brescia, al Lio. Ero un po' stufa di tutti i frate che si lamentano perchè 'non c'è mai niente di nuovo a Brescia' allora ho pensato di fare due chiacchiere con loro per smentirli.

Ciao ragazzi! Complimenti per l'ep. Ma cosa vuol dire Swomi e chi ha scelto questo nome?
F:
Swomi nasce da una deformazione di come si dice 'Finlandia' in finlandese, che si scriverebbe Suomi, con la U. Mentre ero in Finlandia per l'Erasmus stavamo pensando ad un nome, ne avevamo già pensati mille e  ci facevano schifo tutti, quindi..
M: In realtà ALPACA era bellissimo.
F: Già.. il problema è che volevamo un nome che fosse anche una parola nuova.
M: Ci eravamo un po' fissati su qualcosa che fosse una parola singola, da non collegare a nessun immaginario. Poi non so se ce l'abbiamo fatta perchè ci sono già dei caschi da moto che si chiamano così, ma pazienza.
F: Però è scritto diverso.

A me fa pensare ai Gremlins, sembra proprio un nome da Gremlin!
M: Tipo Gizmo
F: Beh, a pensarci bene i Mogwai si chiamano così per il film..hanno un nome simile.
M. Sì, però non era questo il nostro obiettivo.

Raccontate al grande pubblico come  vi siete conosciuti, come fanno le coppie ai matrimoni!
F: Ci siamo conosciuti al laboratorio musicale del nostro liceo quando avevamo 16 anni, suonavamo la chitarra tutti e due, però avevamo gruppi diversi.  Io suonavo con i KLON Radio e lui suonava..
M: ho suonato con vari gruppi, ma mai fino a definire qualcosa di concreto.

[Si intuisce un background musicale scomodo e la vicenda viene tempestivamente insabbiata].
F: Io vado orgoglioso del mio passato con i KLON radio. Facevamo stoner-rock, eravamo dei fighi e pestavamo di brutto solo che era un altro genere.

Ma come siete approdati all'elettronica partendo dallo stoner?
F: in realtà ho fatto il primo anno di università suonando sempre con loro, ma dopo gli ultimi concerti ci siamo sciolti: io ero a Torino, gli altri a Brescia o Milano quindi per motivi tecnici la cosa è sfumata.

E allora ti sei preso bene con l'elettronica.
F: Si cioè io ho iniziato a scrivere e produrre  pezzi  da solo, tutto col pc e da autodidatta chiaramente. Però dopo un po' ho capito che suonare da solo non era la cosa migliore,  quindi ho iniziato a voler ritornare alla dimensione gruppo e vabbè, in automatico ho pensato a Matteo, pur vivendo in due città diverse.
M: In realtà noi abbiamo iniziato a parlare di questo progetto prima che tornassi dall'Australia, a gennaio del 2014!

Però! L'avete tenuta in cantiere un sacco.
F: In realtà quando abbiamo iniziato non sapevamo davvero che genere fare quindi abbiamo perso un po' di tempo a prendere le misure tecniche per gestire tutto in due, ad annusarci..un po' come i cani, diciamo! Abbiamo scritto anche un sacco di pezzi che poi abbiamo buttato via.

Ma di questo ep, invece, chi ha scritto i pezzi?
F: Principalmente Matteo dal punto di vista musicale, mentre io mi sono occupato di quasi tutti i testi. Naturalmente funziona così: io scrivo il testo, lo guardiamo e lo modifichiamo insieme e via dicendo. L'unico pezzo che è partito da me è 'New ways'.
M:  ..pezzo che tra l'altro è stato il più veloce di tutti! In generale ci abbiamo sempre messo un botto di tempo a rifinire le canzoni e a capire che andavano bene così.

Avete fatto un po' i pignoli, insomma.
M: Decisamente.
F: A livello di scrittura, nei primi mesi sì. Nel mentre, abbiamo cambiato un pochino il genere. Infatti si sente un po' la differenza tra pezzi tipo 'New ways' e 'Jelly Beans'. Quando abbiamo avuto le cinque tracce pronte per essere registrate abbiamo investito molto tempo per uniformare il sound. Tipo 'A-line' nell'ep è completamente diversa rispetto a com'era nata. Abbiamo modificato qualche arrangiamento.

E le registrazioni come sono andate? Vi siete affidati a qualcuno?
F: Abbiamo la fortuna di avere una sala nostra dove suonare, a casa di Matteo. Così abbiamo avuto la possibilità di passarci le giornate, da mattina a sera. Quindi, eccetto le voci registrate in studio, tutto il resto l'abbiamo fatto da soli, con tanto amore, registrando in sala con i vari synth.
M: Tutto quello che abbiamo usato nell'ep è nel set che usiamo dal vivo. Nulla più, nulla meno, a parte forse alcune tracce di basso che saranno sacrificate nel live. Abbiamo deciso di rimanere comunque in due per non modificare gli equilibri.

In una delle vostre recensioni ho letto che tirano fuori i Radiohead. Cosa ne dite? Chi sono i big a cui vi siete ispirati?
M: i Radiohead piacciono un macello a tutti e due, però tra i gruppi che abbiamo ascoltato ultimamente.. non influenzano l'ep. Metterei piuttosto Beck o Beta band..

..che naturalmente vi sono sempre piaciuti da quel che mi ricordo.
M: Come sound c'è molto di entrambi secondo me, forse ancora più Beta band che Beck. Come attitudine..sì, Beck di sicuro, e abbiamo sentito prima in macchina un disco dei Portugal the man che non sentivamo da anni ma che probabilmente ci è rimasto nel subconscio.
F: Sì, anche loro sono latenti. 

M: Non so cosa ci sia di Sparklehorse, anche lui citato nelle recensioni, come i  CHVURCHES.
F: Piuttosto Elliott Smith, che io ho ascoltato decisamente di più. E anche Beach House direi, magari sono gruppi tra loro simili ma si sente la loro influenza.
M: Io ultimamente sto ascoltando un po' di beatmaker tipo Eevee, Flamingosis o Tajima Hal, che stanno buttando fuori roba fica. Mi hanno ispirato tantissimo alcune colonne sonore più che altro.

Dici colonne sonore di film?
M: Sia film sia serie tv. Tipo la colonna sonora di Social Network fatta da Trent Reznor è molto fica, cre molta atmosfera. Oppure la quella di una serie che si chiama Utopia, è totale.
F: Infatti c'è il campione parlato di Peaches è preso da lì.

A proposito, dove vi immaginereste Painless come colonna sonora?
M: Non lo so. forse in un film di Jim Jarmusch, qualcosa di tipo straordinario nell'ordinario. O in un qualcosa in stile 'Alta fedeltà'.
F: Non so ragazzi, io di cinema non capisco un cazzo.

Chi ha fatto scivoloni in musica negli ultimi tempi, secondo voi?
M: L'album degli XX. Non mi ha convinto.
F: A me non è piaciuto per niente l'ultimo album di Grimes, che ha fatto una virata super commerciale. Prima era più sperimentale. Anche il secondo album degli Alt- j non mi è piaciuto purtroppo.

E cosa dite di Brescia? Ora che vi state misurando con l'ambiente per la prima volta, com'è la situazione?
M: La situazione è molto interessante, con tutto il panorama musicale che sta muovendo Marco Obertini (che forma VolumeUP, insieme a Ercole Gentile) con Circolo Forestieri, una sorta di booking gestito da gruppi emergenti. E' un'associazione in cui i vari gruppi emergenti che hanno bisogno di suonare formano una sorta di collettivo virtuale, per cui non figuri come gruppo singolo mai hai una sorta di entità alle spalle. Quindi i locali a cui ti rivolgi per i live sanno cosa hanno di fronte. 
F: E ci si promuove a vicenda, in sostanza. Presentando anche i tuoi colleghi la credibilità aumenta, è più semplice. Comunica che qualcuno alle tue spalle sostiene già ciò che stai facendo.
M: Noi abbiamo sentito tutti gli elementi di Circolo forestieri, stanno spingendo un sacco.. Ci sono Redlines, Mulai che ci ha masterizzato l'ep, ci sono i DAAM che sono fuori di testa, di sicuro i più visionari. L'ultimo ep, sia come suoni che come immaginario, è questa miscela di Techno-industrial veramente forte, per non parlare dei live che son quasi più performance. sono i nuovi einstürzende neubauten. E ci sono anche i Kick e Bruce Harper.
F: Secondo me in città c'è un discreto movimento, rispetto a qualche anno fa di sicuro; una volta uscivano solo cover band.
M: Vivendo a Milano non so, ma dal punto di vita di produzione musicale e culturale sicuramente sembra meglio di qualche anno fa.

E invece del nostro paese cosa dite? Facciamo schifo pure in questo campo o c'è speranza?
F: Secondo me questo è un periodo un po' stanco a livello italiano. Non ho percepito nomi grossi che stiano facendo davvero qualcosa di incisivo. Ultimamente mi sembra il momento di riscoperta del cantautorato.
M: Più che al cantautorato, magari c'è un ritorno alla forma-canzone più pop. Ma dal punto di vista elettronico ci sono un bel po' di cose fighe. Ho sentito l'ultimo disco di Not Waving che è molto bello, ho sentito l'ultimo disco di Tiger & Woods, che stanno definendo i Daft Punk italiani ora; abbiamo M+A che però è un genere diverso però il loro primo album è una bomba quindi siamo in attesa del prossimo lavoro.
F: Anche se ora hanno firmato con la Sugar (Etichetta discografica di Caterina Caselli)..quindi non so cosa aspettarmi. Sto seguendo anche LIM.
M: ..che è finita in questa classifica strafiga di una zine che si chiama Stai Zitta, è tra le musiciste che nel 2017 spaccheranno. In quella lista un'altra capa del mondo è MYSS KETA; il suo immaginario è super.
F: L'ho vista due volte dal vivo, ne vado fiero. Non dimentichiamo Pop_x, che va citato; il suo ultimo album è la cosa più figa che ho ascoltato ultimamente, lo consiglio.
M:  Lui è un cazzo di genio creativo, senza compromessi. Comunque è pure laureato in conservatorio, in produzione musicale.

E dopo Painless? Progetti per il futuro?
F: Abbiamo già una seconda data, il 3 marzo allo Spazio Monotono a Milano
M: Un posto molto intimo, piccolino, dove faremo un live un po' più soft e delicato. Diciamo che l'esordio di stasera al Lio sarà un po' più dinamico. Comunque il nostro obiettivo per i prossimi mesi, avendo fatto questo ep senza mai suonare e avendo  dovuto recuperare tutto il tempo perduto in fretta e furia, è soprattutto suonare in giro. E poi vorremmo fare un secondo ep, non so quando, ASAP. Abbiamo già qualcosa in cantiere.

Allora in bocca al lupo e guai a chi non viene stasera al Lio! Qual è la prima cosa che vi bevete dopo il live?
M : Crepi! Vorrei un assenzio ma lì non lo fanno. Quindi direi un London Mule.
F: Sì, anche io andrò di London Mule. A stasera!

, Beatrice Bellavia

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