Remakeable non è remarkable

Basta rifare i film dai raga

Elisa Santoro 06\06\2017

Hollywood, si sa, è una macchina da soldi ben oliata. Non pensare nemmeno un secondo che l'uscita delle pellicole nei cinema sia dettata da un afflato artistico e non da un mero ritorno economico, zio. Uno dei modus operandi da sempre usati dalle major di distribuzione è quello dei sequel e dei remake. Chi di noi, fin da bambino, non ha sperato almeno una volta che Mulan 2 fosse almeno lontanamente bello come il primo? Personalmente non sono mai stata una grande fan dei sequel forzati di quelli che consideravo dei piccoli capolavori (a parte la mia temporanea passione per Il Re Leone 2, che mi piaceva solo perché Mufasa non moriva), ma ho molto spesso apprezzato i cosiddetti remake di film vecchi. Come non restare affascinati da un Lolita di Lyne, rifacimento del comunque bellissimo di Kubrick? A volte addirittura i remake hanno più successo degli originali, come La Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton o Ocean's Eleven di Soderbergh. 

In ogni caso, possiamo stare qui ore a parlare di celebri remake o di quanto Hollywood abbia saccheggiato la cinematografia mondiale (giapponese, coreana, svedese...) per "americanizzare" prodotti già visti. La cosa che fa sorgere dubbi è, però, come questo fenomeno sia in continua crescita e, soprattutto, mentre magari nel passato erano grandi registi a prendere e rimaneggiare vecchi film, dandoci il loro taglio personale, ora spesso i remake non sono altro che trashate imbottite di effetti speciali per renderle più appetibili al pubblico contemporaneo.
Ghostbusters, Ben Hur, Baywatch e prossimamente It, Sister Act, Matrix, Blade Runner e persino Scarface (che a sua volta era un remake di uno Scarface precedente). Questi solo alcuni dei titoli dei remake in uscita quest'anno. Per non contare i sequel di varie pellicole di grande successo, come Alice Attraverso lo Specchio o Pirati dei Caraibi (siamo già al quinto?). Insomma, come puoi percepire da questa breve lista, ultimamente di idee originalissime a Hollywood non ne girano poi tante. É da qualche anno infatti che ad ogni nuova uscita corrisponde un remake, un reboot o un sequel di qualche film che ha avuto enorme successo in passato. Si vanno soprattutto a riacchiappare quelle pellicole che sono stati dei veri e propri cult degli anni '80-'90. Un esempio tra tutti l'uscita a breve di Alien, vera e propria pietra miliare dello sci-fi e della mutanda sexy di Sigourney Weaver. Questa operazione cerca in qualche modo di strizzare l'occhio alle vecchie generazioni di appassionati e allo stesso tempo di accattivare i più giovani che, per motivi anagrafici, non hanno potuto vivere in prima persona questi fenomeni cult, magari avendone sempre però sentito parlare dai propri genitori.

Ora, da buona letterata quale forse sono, potrei pensare che tutto ciò abbia a che fare con l'abitudine  post-moderna del pastiche (che se non lo sai, è quando un'opera è creata a partire da brani o parti di altre opere rimescolate ad arte). Ma, sempre rifacendomi al post-modernismo, mi salta all'orecchio il fatto che l'uso di questo tipo di rifacimenti sia dovuta alla convinzione che ormai tutto ciò che c'era da dire è stato detto, non resta che rifarsi al materiale pre-esistente per trarne qualcosa di nuovo. Non abbiamo dunque più nulla da dire? Si è così privi di idee da dover andare a ripescare dal cilindro del passato? Non so voi ma io non so cosa mi possa dare la visione del film di Baywatch. A parte il nostalgico revival dei costumi sgambati, è questo tutto ciò che ci rimane? La nostalgia per un passato, forse visto come migliore dei tempi odierni? Io credo che di argomenti nuovi di cui si potrebbe parlare ce ne siano a pacchi, da vent'anni a questa parte il mondo è totalmente cambiato: l'avvento di internet, dei social networks, lo stravolgimento dei rapporti interpersonali... Di idee originali ce ne potrebbero essere diverse e invece si preferisce l'usato sicuro.

Che poi tanto sicuro non sembra nemmeno più, se si guarda agli incassi degli ultimi remake, quasi tutti molto deludenti. Ben Hur, Gosthbusters e Indipendence Day-Rigeneration sono stati tutti flop che non hanno nemmeno equiparato gli incassi dei loro precedenti. 
Forse quindi pure il pubblico si è stufato di vedere sempre la stessa roba o di farsi mesi di hype creato dal marketing e poi restare deluso e vedersi rovinati filmoni d'eccellenza delle decadi passate. Speriamo che questo messaggio arrivi anche alle alte poltrone di Hollywood e che i registi cerchino di spremersi un po' le meningi per trovare qualche novità...che poi magari tra vent'anni ci potranno fare un remake.

, Elisa Santoro

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