Ecco il primo ep di Nowhen

Chimicamente parlando

Federico Gambato 31\03\2016

Mi sono reso conto che le componenti fondamentali di un disco nato per spaccare oggigiorno si comportano sempre come i reagenti di una reazione chimica: c’è la forma base di un entità, che attraverso il contatto con agenti esterni dà vita a quel qualcosa in più che prima non c'era. A volte il movimento può essere contrario -si inizia da una complessità impacchettata e volta a disgregarsi- o entrambe le cose, quel che conta è sempre il risultato. Il composto+ finale.
La chimica di Wohnen è della prima categoria, il salto dal trampolino di Giovanni Ferrazzi vola con un elegante stile jazzistico insidiato dall'impeto downtempante della batteria. Il passo di What time it was out of nowhere suona in primo luogo come un tributo al sassofonista simbolo del  be-bop Chris Parker, diciamo il pace-maker di nostro signore mr. Miles Davis. Ammetto di aver pensato prima di tutto a Oscar Peterson (ancor prima di aver letto bene il titolo) ed effettivamente ricordavo una certa somiglianza con la prima battuta di "The happy Hour" [ al minuto 7:40]. Un inizio confortante che in pochi tratti ci mostra i reagenti con cui avremo a che fare. La reazione del resto non sfiducia i calcoli e in meno di tre minuti l'intreccio tra i due generi è ben saldo. La rapida combustione jazzistica del primo pezzo scompare istantaneamente per No Tickets. Un antipasto di grime che apre alla riconfigurazione di Hell's Kitchen: ora sì che l’aria ne è satura, la miscela gassosa la rende rarefatta ed eccovi l'ambiente ideale in cui prolifera liberamente Wohnen. Il piano semi-ambientale mima l'ombra del jazz in apertura, ma il gas ormai condensato è solo in attesa della scintilla per infiammare il beat. Ribalta tutto la carica orientale di Monitors, riconoscibile dal magistrale koto giapponese sintetizzato a regola d'arte. Le sue corde strimpellano in prima fila per qualche attimo per poi essere gradualmente sacrificate, come gli iniziatori precedenti, sull'onda contemporanea della drum machine.
 

 

Lo schema statico su cui preme Nowhen è strutturato in opposizione a sonorità di culto vicine a canonici spazi classici. Linee sulle quali generi come la downtempo, trip hop e similari hanno sempre puntato e che il nostro bresciano ha rimodellato a propria immagine. L'album lo trovate sul fedele bandcamp per due briciole e in streaming su Spotify.

, Federico Gambato

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