Abbiamo chiesto a Labadessa perché siamo così tristi

E lui ha risposto che è di moda

Beatrice Bellavia 03\11\2016

Ciao Mattia. Come va? Per prima cosa volevo chiederti come sta andando la strada verso la laurea.
Mattia: male. Ho appeso l'uni per ora, cioè quest'anno non frequenterò i corsi. Ho deciso di prendere una piccola pausa, nei miei piani rientra ricominciare l'anno prossimo, però chi può dirlo.

Fai accademia di belle arti giusto?
Mattia: Si, grafica e design.

Ti piaceva disegnare/leggere fumetti già da piccolo?
Mattia: dei fumetti io non sono un appassionato in realtà. Ho letto qualcosa nella vita, qualche Ratman qualche Topolino, ma niente in modo sistematico. Ci sono capitato un po' per caso nel mondo del fumetto. Dovevo dire qualcosa ma non sapevo come farlo. Poi ho pensato alla vignetta perchè mi piace disegnare e poteva funzionare come modo immediato e comunicativo per esprimermi.
Morale: è andata bene e mi sono ritrovato catapultato in questo mondo a cazzo di cane. Mi dispiace dirlo anche perché mi rendo conto possa suonare come fosse un'offesa nei confronti di qualche appassionato di fumetti che compra il libro, ci tiene, vorrebbe saperne di più, mi chiede qualcosa e io me ne esco bello come il sole con un "guarda non sono un appassionato di fumetti". Ma penso che l'essersi trovato a caso in questo mondo costituisca la vera forza di quello che disegno e che scrivo.

Se invece dovessi scegliere un artista italiano (o no) con cui collaborare, chi sarebbe? In qualsiasi campo.
Mattia: Riccardo Guasco è quello che amo di più. È un illustratore, uno di quelli che più mi hanno ispirato. Un altro con cui mi piacerebbe collaborare si chiama T-wei: fa delle illustrazioni pazzesche che mi piacciono un sacco. Lui disegna un piccione piccolino tranquillo diverso dal mio, però ecco c'è affinità nel mondo animale.

A proposito, ma lui è un piccione o un uccello particolare?
Mattia: no, è un uomo uccello. Lo chiamo così perchè non so cosa sia in realtà… uomo uccello è l'etichetta più adeguata.

Questa domanda l'avrai sentita tremila volte, ma ho deciso di proportela comunque perc la trovo fondamentale. Da tutte le tue interviste emerge un rapporto importante con la musica. Cosa fai quando cerchi ispirazione?
Mattia
: quando cerco ispirazione, principalmente cerco musica. La prima cosa che ascolto è musica ambient: negli ultimi tre o quattro anni sto ascoltando Burial, un artista londinese che è un genio secondo me, fortissimo. Fa dei pezzi che sono dei trip allucinanti, mi metto lì, sto dieci minuti col suo pezzone nelle orecchie e mi lascio ispirare.
Ma non va sempre così. Quando lavoro alle vignette è diverso e capita spesso che preferisca un Rino Gaetano ad un Burial. In quel momento creativo devo dire qualcosa, devo mandare un messaggio, non devo farmi un viaggione per un disegno malato. Devo costruire un qualcosa di emotivo. E allora mi ascolto Cocciante, Gaetano, Battisti. Non sono uno di quelli che disprezza la musica italiana, anzi, mi piace molto. Ma riconosco che ci sono canzoni diverse per situazioni totalmente diverse: per ispirarmi inizialmente uso Shlomo, Burial, Moby...eh... aspe' ci tengo alla musica... ti devo dire qualche altro artista.

Ma tra l'altro tu hai anche la playlist personale su Spotify.
Mattia: sì, l'ho creata perché volevo far sapere alla gente che mi segue cosa ascolto. Ma figurati quanti se la cacano una cosa del genere sulla pagina. Quando non pubblico una vignetta, il numero di likes, di condivisoni o di semplice interesse delle persone cala drasticamente . Una vignetta può prendere tantissimi likes, mentre un'illustrazione ben fatta e stilisticamente curata, ne prende molto meno della metà; questo perché la maggior parte di chi mi segue vuole il contenuto simpatico, ironico, in qualche modo agile e non gliene frega dello stile. Però io lavoro anche per quella fetta di gente che si caca sia la musica che ascolto, sia lo stile che decido di adottare.

Per quanto riguarda le tue storie: spesso quando le leggo sembrano un flusso di coscienza del tipo lascio i pensieri senza filtri e vado a braccio. È veramente così?
Mattia: infatti è proprio così!  Quando scrivo non ho uno schema, non mi scrivo la sceneggiatura della vignetta, non mi dico "ok, devo scrivere questo". Mi è capitato di farlo una sola volta, con la vignetta del grande uccello. Avevo il testo pronto e dovevo solo disegnarlo. In realtà di solito mi metto a disegnare quello che ho in mente e scrivo come se fossi io a parlare in quel momento quindi di getto. Come se l'uomo uccello fossi io e mi stessi disegnando.

Ti immedesimi insomma.
Mattia: sì, io mi immedesimo un sacco. Cioè sono io l'uomo uccello.

Ah ma che bello.
Mattia: in realtà devi considerare anche l'altra faccia della medaglia. Ieri ho disegnato una vignetta sulla necrofilia, una cosa abbastanza soft che nonostante tutto mi è stata segnalata e censurata da Facebook. C'era questo uomo uccello che faceva sesso con questa donna morta…

Ma era una donna o una donna uccello?
Mattia: era una donna uccello. Ma in realtà, il vero significato di quella vignetta era il fatto che noi dal sesso non cerchiamo solo un pene che entra in una vagina. Non ci limitiamo all'atto meccanico, cerchiamo tutto il resto, cerchiamo una risposta da parte della donna. E quindi lui stava con sto cadavere e diceva "sì ti piace" e lei non rispondeva e lui ci rimaneva malissimo! Purtroppo è stata censurata, eppure non era una cosa esagerata.
Era solo un cazzo di disegno, perchè fermarsi alla scena disegnata?!  E' stata censurata per nudo!

Ma come? ma come fa una donna uccello a essere nuda se ha le piume poi?
Mattia: ma non c'era manco una tetta! Comunque queste cose a me fanno arrabbiare, quindi mi devo limitare per forza perchè sono su facebook e devo stare alle regole del social network.

Credo che il tuo uomo uccello rispecchi alla grande come si sente la maggior parte dei ragazzi di oggi. Secondo te perché siamo così paranoici? I miei genitori non stavano così a vent'anni. Cos'è andato storto?
Mattia: sai cosa? È anche un fatto di moda. Adesso c'è la moda del mainagioia, del "che bello essere tristi". prima volevano essere tutti quanti Fonzie, tutti quanti fighi, era un continuo “cazzo a me va tutto bene”. Non volevi mai dimostrare che qualcosa andasse storto. Adesso è il contrario: se ti va tutto bene sei quasi uno sfigato e invece il figo è quello a cui le cose vanno male. Sono entrambe bugie, ma il dato di fatto è che la vita è una merda, ammettiamolo, e ora viviamo tutti insieme in questo cerchio felice di ansie e angosce. Siamo diventati tutti un po' più sinceri in un certo senso: ci piace dire che la vita è una merda e ammettere che soffriamo da mattina a sera.

Sei diventato famoso attraverso le pubblicazione della tua pagina di Facebook. Adesso però stai presentando l'uscita del tuo primo libro cartaceo e farai anche un sacco di stampe. Ti sei stufato dei social? ci sono pro e contro secondo te?
Mattia: no, stufato no. Anche perché la pagina l'ho aperta da tipo otto mesi. A parte gli haters, che ti cominciano ad odiare perché inizi a avere un minimo di seguito. Ma è un processo automatico (vedi sopra): se piaci alla gente, sei una merda. Se non ti caca nessuno, allora sei uno forte. Quando non mi cagava nessuno non c’era manco una persona che mi facesse una critica. Ma credo sia anche una dimostrazione che qualcosa sta funzionando.

E a livello personale come la gestisci questa storia che ora sei diventato tipo famoso?Mattia: a livello personale, non lo so, non mi è cambiato niente alla fine, cioè, forse solo...
Voce esterna: rimorchi di più!
Mattia: sì, va beh quello è normale, automatico perché diventi figo all'improvviso. Sono sempre lo stesso coglione diventato più interessante tramite una pagina facebook che funziona. Mi è capitato che una ragazza, che mi conosceva appena, ha iniziato a parlarmi come fossi Gesù. Con tutte quelle moine del tipo “mhmh haha” (fa il verso a una tipa che lo ascolta incantata NdR): sei esagerata dai. Stiamo nel disagio piu totale, però si: se nella vita mi è cambiata qualcosa è il rapporto col sesso opposto. Solo quello. Poi in realtà è sempre la stessa merda.

Se dovessi uscire dal contesto fumetti, che canale useresti per esprimere la tua creatività? Penso a Gipi, ad esempio, che a un certo punto si è dato al cinema.
Mattia: in assoluto l'alternativa migliore sarebbe una bella serie animata dell'uomo uccello. Mi piacerebbe tantissimo. Sarebbe stupendo, perché puoi raccontare ancora di piu. Certo, ci sono dei problemi: ad esempio, non esiste la prospettiva frontale dell'uomo uccello, c'è solo il profilo.

Beh potresti farla tutta in 2D?
Mattia: sì infatti stilisticamente ci potrebbe stare benissimo. Se ci fai caso pure i Simpson stanno quasi sempre tutti di profilo. l'uomo uccello è proprio egizio sotto questo aspetto. bam, piazzato lì, schiacciato contro lo schermo.
Comunque sì, l'alternativa sarebbe sicuramente una serie animata. Tipo Bojack Horseman, molti dicono che è molto simile a me.

Metti che domani un giornale ti chieda di tenere una striscia settimanale. Quale giornale vorresti che fosse? E SE FOSSE LIBERO?
Mattia: non ne ho idea… (suggeriscono Playboy). Dai Playboy forse sarebbe divertente! forse Internazionale.

Tira un sacco adesso.
Mattia:  perché fa figo, solo per quello. In realtà, devo ammetterlo, non leggo molto nella vita quindi non ne ho proprio idea. Sono un ignorante. Totale.

Ultimissima domanda. Chi è il peggior nemico di Labadessa?
Mattia: LA MATTINA. Per me non esiste. Mi addormento alle 5 mi sveglio alle due fisso, quando mi devo svegliare presto è un cazzo di incubo immane.

Tipo oggi.
Mattia: sì, infatti sto morendo completamente, ti sto odiando per queste domande e non vedo l'ora che tu smetta e spenga il registratore!

Dai scusa, mi dispiace un sacco.
Mattia: sto scherzando naturalmente. Comunque la mattina e il cibo forse, perché non mi riesco a controllare, mangio come un animale. Forse pure l’alcol. Forse pure le canne, non lo so, ho parecchi nemici.

E pensa te uno dei nostri gadgets sono le cartine lunghe personalizzate.
Mattia: cazzo ma le voglio! lo sognavo, ho sognato le cartine lunghe di Labadessa! Ma non avete una canna ragazzi?

No cacchio!
Mattia: ah niente va beh, prossima intervista allora e si vola. Rispondo a tutte le domande!

, Beatrice Bellavia

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