Il cacciatore di anoressiche

Marco Mariolini voleva una sola cosa dalle sue partner: essere il più magre possibile

Guido Giovannetti 18/04/18

“C’è un uomo in mezzo al lago”

14 Luglio 1998. Sulle sponde di Intra (piccola frazione piemontese affacciata sul Lago Maggiore) è stato rinvenuto l’esile corpo di una giovane donna, martoriato da ventidue coltellate: un uomo, identificato come l’aggressore, sta cercando di fuggire a nuoto in mezzo al lago, ma viene presto catturato dalla polizia. L’uomo si chiama Marco Mariolini, ha trentanove anni, ed è – a quanto pare – l’ex della vittima, Monica Calò, ventotto anni. Ma cos’è successo tra i due per far commettere una simile violenza a Mariolini?

Una strana profondità di sguardo

Marco Mariolini, a quanto pare, ha avuto un’infanzia priva di affetto, soprattutto da parte della madre: una donna piena di ossessioni (in particolare quella per l’ordine e la pulizia), che avrebbe addirittura fatto penzolare il neonato giù dal balcone, snervata dal suo continuo piangere. È forse per questo che, quando inizia ad avere le prime pulsioni sessuali, Mariolini mostra gusti molto diversi da quelli dei suoi coetanei.

“Ho avuto la mia prima polluzione pensando ad un cavallo scheletrico”. Ciò che sembra eccitare il giovane adolescente non sono le forme morbide delle donne, ma il loro interno, la loro composizione a livello di organi, muscoli e ossa. Le ossa: sono proprio queste a rappresentare l’apice delle sue fantasie; non c’è niente di più esaltante, per Mariolini, di una corpo femminile che lasci intravedere ogni dettaglio della propria struttura scheletrica. In breve tempo scoprirà che esistono persone dall’aspetto che piace a lui: le anoressiche.

Si sposa, Mariolini, con una donna molto magra: si chiama Lucia, e per lui arriverà a pesare 33 chili. Ma Lucia gli dà anche due figli, un evento che si rivela a doppio taglio per la sua esistenza: da un lato, fa sì che Mariolini si affezioni genuinamente a lei, evitandole una possibile morte; dall’altro, il pancione che inevitabilmente si forma durante le gravidanze disgusta a tal punto l’uomo da portarlo a divorziare nel 1994.

La rivelazione e l’annuncio

Dopo la separazione, Mariolini ha un’improvvisa visione, come un’epifania che dà definitivamente senso alla sua esistenza. È notte, e a lato di una strada, fermo ad un incrocio, quando una donna gli passa accanto camminando. Ma non è un essere umano, bensì qualcosa di molto più sconvolgente.

“(...) la sua faccia sembrava un teschio; l’ho seguita e ho scoperto dove abitava e che si chiamava Bianca. La pesai con la mente: al massimo 20 o 21 chili. Non potevo rinunciare ad averne una così e l’unico modo era lo stupro, ma tergiversavo. Mi dicevo maledizione, possibile che non riesca a farlo? Questa ha i giorni contati”.

Un vero e proprio teschio vivente: all’uomo non resta che appostarsi nell’ombra, pronto all’agguato. Ma quando finalmente si decide, è già troppo tardi: “…passo davanti a casa sua e vedo le insegne funebri. Morta”.

Da questo incontro, Marco Mariolini capisce due cose: la prima è che non può accontentarsi di avere una donna come Lucia, che pesava tra i 30 e i 40 chili mediamente; la seconda è che le anoressiche muoiono troppo in fretta, e che quindi non fanno al caso suo. Deve prendere una donna magra e renderla l’oggetto del suo desiderio: decide allora di mettere un inquietante annuncio sul giornale.

“Sono un commerciante di buona posizione economica e vorrei conoscere a scopo convivenza o matrimonio una ragazza tra i 18 e i 50 anni che sia veramente magrissima, anzi scheletrica”.

Monica

Quell’annuncio lo legge Monica Calò, studentessa ventiquattrenne di psicologia all’università di Padova. La ragazza non è né magra né grassa, ma non si accetta fisicamente e soffre di un piccolo disturbo dell’alimentazione. Mariolini l’affascina, le sembra (forse) una via per potersi sentire amata e, al contempo, amare il proprio corpo: quando l’uomo le propone le prime, timide rinunce e i primi, pacati obiettivi di dimagrimento, Monica si lascia guidare senza opporre resistenza.

Il tempo passa, e Monica è già scesa sotto i 40 chili. Mariolini cerca di convincerla ad andare a convivere, ma la ragazza non sembra troppo entusiasta all’idea: è un passo importante, e non le piace l’eccessiva insistenza dell’uomo. Mariolini, allora, si sente probabilmente tradito per la prima volta: di fronte all’ex-moglie Lucia e ai figli, l’uomo picchia Monica più e più volte, fino a strapparle con la forza un consenso alla convivenza.

Il 3 Giugno 1996, dopo pochi mesi in cui i due sono andati ad abitare insieme, la situazione precipita. All’interno di un ristorante, dove Mariolini ha portato Monica perché lo guardi mangiare (un loro usuale rito), la ragazza ha un moto di ribellione: ordina un piatto di gnocchi al gorgonzola e, nonostante i ripetuti tentativi di dissuasione dell’uomo, lo mangia con gusto. Mariolini non ci vede più: le butta a terra il piatto, l’aggredisce e la riporta a casa. Qui, l’uomo punisce la ragazza costringendola a dormire nuda sul balcone: poi, sconvolto ed emotivamente sfinito, si mette a dormire, avendo premura di lasciare bene in mostra alcune armi (coltelli, e un grosso martello). E Monica ne approfitta, colpendo ripetutamente l’addormentato con il martello e recidendogli la gola: eppure, all’improvviso, ne ha quasi pietà, e invece di lasciarlo morire dissanguato chiama i soccorsi, salvandogli la vita.

Il cacciatore di anoressiche

È lo stesso, incomprensibile sentimento che spinge Monica Calò ad incontrare il suo carnefice in quel 14 Luglio 1998. Alla ragazza è arrivata una copia del libro che Mariolini ha nel frattempo scritto, intitolato “Il cacciatore di anoressiche”: l’uomo le ha anche lasciato una dedica, paradossale e terribile (“Con amore e con odio”). Oltre al libro, Mariolini si è fatto più volte vivo con Monica, supplicandola come un disperato di tornare da lui, minacciando sia di uccidere lei e i suoi affetti più intimi, sia (al contrario) di porre fine alla propria vita.

È per questa ossessiva insistenza dell’uomo che Monica decide, infine, di vederlo. Vuole negoziare, la ragazza, vuole che Mariolini si dimentichi di lei e si rifaccia una vita, che sia nuovamente felice: sceglie dunque un luogo pubblico e affollato come il Lago Maggiore, e sceglie un orario pomeridiano per trovarsi con il suo ex in piena luce. Ma non basta.

“(…) ormai quel delicatissimo equilibrio, 38 o 40 chili, si era rotto. Lei non aveva scampo: l’avrei portata a morte per denutrizione, avrei dato sfogo alla mia libidine sessuale fino alla nostra morte. Se voleva vivere doveva uccidermi: quattro martellate e la gola recisa, ma non l’ha fatto fino in fondo”.

Quando Mariolini realizza che Monica l’ha incontrato solo per allontanarlo definitivamente, che non potrà più essere sua, decide di farla finita: incurante dell’orario e dei numerosissimi testimoni, l’uomo colpisce la giovane con ventidue coltellate, una delle quali dritta al cuore. Il loro amore, nato da una folle complicità che conduceva verso il baratro, non poteva che concludersi così: con una morte cercata da entrambi, una fine complice inflitta ad una preda tragicamente attratta dal proprio cacciatore. 

, Guido Giovannetti

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