Quanti complotti dietro zia Hillary

Tipo quella volta che ha cucinato con Satana

Roberto Binetti 07\11\2016

L’America è diventata grande grazie a tre ingredienti: il sogno americano, Hollywood ed il cibo spazzatura. Che ok sembrano tre cose piazzate lì a caso, ma cerca di seguirmi: tutti questi elementi lavorano su aree molto sensibili del corpo umano, ovvero cervello, occhi e stomaco. Ed essendo così fondamentali per i sensi, questi “tre pilastri” toccano anche un livello più profondo della psiche, quello chiamato capacità di auto-rappresentarsi - in parole povere fratmo, quella parte del tuo cervello che decide chi vorresti vedere allo specchio quando ti ci guardi dentro. C’è un ultimo ingrediente poi, che torna a ripresentarsi ogni quattro anni nella vita di un frate americano: la politica, o meglio, il grande spettacolo delle elezioni presidenziali, per cui oggi si va a votare. Il matrimonio tra industria dello spettacolo e politica ha ormai festeggiato troppi anniversari e sembra proprio che non si possa fare campagna elettorale senza un po’ di fuochi d’artificio stile USA. Ma dal loro primo rapporto non protetto è nato anche un figlio indesiderato: il complottismo con le sue teorie. Chiedete al regista Michael Moore, che ne ha fatto un vero e proprio genere cinematografico con i suoi documentari da Farenheit 9/11 a Where to invade next. Perché il nemico esiste ed è in posti in cui non ci aspetteremmo di trovarlo, primo fra tutti la Casa Bianca.

Ma concentriamoci sugli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto la candidata “buona” alla presidenza degli Stati Uniti d’America, Hillary Cinton, la zia che tutti speriamo possa evitarci un nuovo conflitto mondiale. I cospirazionisti o semplicemente i sospettosi della domenica pomeriggio si sono scatenati in una serie di teorie che la vedono protagonista di fatti poco chiari. Il primo riguarda la mancata partecipazione della nostra Hillary alla celebrazione commemorativa per gli attacchi dell’11 settembre a NY. Secondo la sua crew, la Clinton si sarebbe sentita poco bene e sarebbe stata costretta a ritirarsi in anticipo per un “colpo di calore” provocato dall’assunzione di farmaci contro una polmonite trascurata a causa dei fitti impegni elettorali. Un socio posta su twitter un video in cui la si vede crollare a terra e il nostro Donald coglie subito la palla al balzo, lasciando intuire in un’intervista che la candidata sia in realtà di una condizione ancora più grave, che le impedirebbe di sostenere la campagna. La cosa veramente disturbante, però, è la teoria del sosia che da questo incidente ha avuto origine. Secondo alcuni, infatti, la Clinton sarebbe stata sostituita da un sosia. Sì, proprio un sosia che avevano già pronto se qualcosa fosse andato storto e che tenevano segregato in una gabbietta per corvi indiani. Twitter prontamente ha fornito il supporto argomentativo:

1. Hillary esce dall’appartamento della figlia Chelsea, dopo il malore, evidentemente più magra

2. Alcuni hanno pure analizzato la lunghezza dell’indice, del naso e dei lobi delle orecchie prima e dopo la cerimonia: finta Hillary sei stata sgamata, con l’internet non si scherza;

3 . In realtà la nuova Hillary sarebbe un’attrice californiana, Teresa Lilly Barnwell. Facciamo sentire tutto il nostro affetto a Teresa.

Ci sono poi le mail della Clinton diffuse dal sito Wikileaks. Coerentemente allo stile di Julian Assange, tutto è uploadato senza alcun filtro (il frate più nobile potrebbe dire senza alcun criterio di affidabilità filologica) e senza rivelare la fonte (il frate più maligno è convinto sia Mosca). Da questo frugare nei cassetti delle mutande di Hillary esce una candidata alla presidenza con tratti quantomeno chiaroscuri. La Clinton, ex segretario di stato durante la presidenza Obama, avrebbe messo a punto già nel marzo 2012, molto prima dell’intervento occidentale in Libia, un piano generale di azione per gettare le basi su cui costruire la propria scalata alla presidenza. Obama inizialmente si era opposto, Hillary invece già percepiva il rovesciamento del governo Gheddafi come elemento da sfruttare in prospettiva elettorale.

Ma frugando nel trash can del computer della candidata si è trovato altro pane per il frate complottista, che a me piace definire sospettoso. E che cosa c’era di meglio di qualche suggestione massonica, un po’ di satanismo e arte concettuale? Le mail in questione coinvolgono infatti l’artista contemporanea Marina Abramovic che avrebbe invitato nel 2015 il “buon” Jhon Podesta, presidente della campagna di Hillary, il fratello e la candidata ad una cena dal curioso nome di “Spirit Cooking”. Ti sorgerà spontanea la domanda in merito a che c’azzecca un invito a cena con il satanismo. L’espressione è presa direttamente da una performance del 1996 nella quale l’artista ricreando un libro di cucina (NdR. l’ispirazione si rifà esplicitamente al libro di ricette surrealiste di Dalì come anche alla cucina futurista marinettiana) utilizzava del sangue di maiale per incidere le pareti di una galleria: le indicazioni sono abbastanza chiare "Mix fresh / breast milk / with / fresh semen milk / drink on earthquake nights". E così in un attimo ecco Hillary evil president, donna diabolica e devota alle divinità sataniche. Lo stesso account twitter di Wikileaks sembra incoraggiare queste interpretazioni sinistre: “The Podestas' "Spirit Cooking" dinner? It's not what you think. It's blood, sperm and breastmilk. But mostly blood”. Principalmente sangue freh, i potenti si divertono così. Ma fondamentalmente è arte, quella cosa difficile che non riusciamo a capire e che per questo dobbiamo ricondurre a qualcosa che conosciamo: il satanismo, per esempio.
Su questa giostra del delirio organizzato il “giornalista” Alex Jones ha rincarato la dose, convinto che Hillary e Barack siano figli del demonio e puzzino di zolfo. E tutto sarebbe anche molto divertente, se non fosse che queste persone hanno del seguito e hanno presa sul frate-utente medio-non troppo sospettoso (e ce ne sono un po’ se pensi che un soggetto come Donald Trump è arrivato a concorrere per la presidenza).

Una parola non pienamente compresa diventa così la base del nuovo capitale politico dice Marina. Ma a volte non si capisce volontariamente: la spettacolarizzazione della teoria del complotto diventa logicamente propaganda, una propaganda che ha una maggiore presa sull’elettore medio, proprio perché lavora su quegli ingredienti di cui parlavo prima e tramite questi (uniti all’uso di Facebook) lo rende protagonista in controllo di qualcosa di cui invece sarebbe solo spettatore passivo. In qualche modo gli permette di auto-rappresentarsi come persona sveglia, intelligente, difficile da fottere. Quando invece lo sta proprio fottendo. Internet, in questo senso, è davvero strumento di una democrazia ancora più diretta (cit. Beppe Grillo), ma ha anche dato la parola ai deficienti (cit. Umberto Eco). In quanto strumento puoi usarlo bene, o puoi usarlo a cazzo di cane. Con queste righe infatti, non voglio dipingere Hillary come il miglior candidato alla presidenza che l’America avrebbe potuto partorire. Ma ti dico solo oh frate, filtra ogni notizia, o presunta tale, e non inneggiare subito al GOMBLODDO.

, Roberto Binetti

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