I filosofi non sono inutili

E ti diciamo perchè

Carlo Cosio 29\03\2016

Di solito non dico che studio filosofia, se no poi la gente si comporta in modo strano. C’è chi mi sorride con compassione o scetticismo e chi invece non sorride proprio per un cazzo e mi guarda male. Come mio nonno, a cui voglio molto bene. Ciao nonno. Tutti però sono sorpresi: perché un ragazzo di ventun anni dovrebbe dedicarsi a certe cose? Che poi quali siano queste cose non si è ancora capito bene. Se alla domanda “Che cosa fa un filosofo?” non sai cosa rispondere, tranquillo, non sei solo.
L’opinione comune è diffidente, un po’ come fa con la stregoneria e Scientology, e quando ne parla, lo fa solo per dire che sarebbe da dimenticare. D’altronde noi abbiamo la scienza per risolvere i veri problemi, quelli concreti. La filosofia al massimo serve a convincere le persone con belle parole e Verità tirate giù dal cielo. I filosofi sono quelli che hanno sempre ragione e che te la spiegano su tutto, no? No.

Ma oggi abbiamo quest’idea perché la poca filosofia in circolazione è principalmente in mano ad infami. Ho già ben parlato di loro in questo articolo, ma sono utili per capire meglio  dissing che si sono beccati da Platone. È di qualche anno fa, ma sempre attuale. Ad una certa Socrate, che è un po’ il protagonista, dice che gli infami sono dappertutto. Si chiamano Filodossi, amano gli spettacoli e dicono che sulle cose ci si può fare solo un’opinione. Oggi dicono che tutto è relativo. In giro però ci sono anche i Filosofi quelli che dicono bella, alcune cose sono opinabili –come decidere quale tra Milan o Inter sia la squadra più forte- altre no. Su altre discutiamo per arrivare ad un certezza –come decidere quale tra Occidente o Oriente influisca di più sulla cultura europea. Alcune cose non sono relative ebbasta.
Possiamo quindi distinguere l’opinione da quest’altra cosa che chiameremo conoscenza. Ora la cosa interessante è che chi ti dice che tutto è relativo, oltre a darti una certezza non relativa –cioè che tutto è relativo- ti rifila di volta in volta la versione dei fatti più utile a qualche scopo particolare, che sia politico, economico, o altro e te la propone come Verità da seguire. Ti dà quella che con due paroloni possiamo chiamare un’INCERTEZZA OGGETTIVA. Chi invece si sbatte per cercare di convincerti che alcune cose non sono relative e che conoscerle aiuta a comprendere, se non a prevedere, certi problemi cerca di proporti una CERTEZZA SOGGETTIVA. E qui sta la chiave un po’ di tutto, ma bella Platone adesso non stiamo più parlando di te.

Il Filosofo non è quello che illuminandosi trova la Verità per comprendere ogni problema di ogni epoca della storia. Ma è quello che usa il relativismo, che in tempi molto più sbatti chiamiamo nichilismo, in maniera positiva o forse semplicemente in maniera corretta: dice ok frate, non posso trovare una Verità che vada bene per oggi di oggi e insieme per l'antica Grecia, ma posso trovare una verità relativa alla prima e una relativa alla seconda. Il filosofo sa che ogni verità è relativa, ma sa anche che è relativa al proprio tempo. E sa quindi che solo conoscendo il proprio tempo, nel suo passato e nelle sue dinamiche, può capire il modo in cui le cose sono relative tra di loro.
Invece noi il passato molto spesso finiamo per darlo per scontato: la cosa è lì com’è ed è sempre stata così, no? La famiglia è sempre esistita in questa forma: papà, mamma, figlio, figlia, auto e cane, come può essere messa in discussione? La pace è l’unico vero valore insieme alla libertà, perché esplodono bombe? Sono cose che non puoi toccare, perché se no poi trema tutto. Inizia a scricchiolare l’impalcatura e diciamoci la verità: in quanti abbiamo veramente voglia di affrontare i problemi che stanno lì sotto? Una risposta superficiale è sempre più facile e quindi più convincente. È il sole che si muove alla fine.

Kant, che insomma non era proprio un bambo, prima di morire scriveva che non avrebbe smesso di dubitare fino alla morte: un filosofo non perde il suo tempo studiando cose a memoria, ma indaga con rigore e razionalità quelle che diamo per scontate. Perché poi, stanne certo, sono le cose da cui saltano fuori i problemi. La filosofia ci ricorda che commettiamo errori e che anche con tutta la tecnica e la scienza di questo mondo siamo imperfetti. Che fra quando ce lo dimentichiamo succedono cose come l'olocausto.
Quindi dubita fratello, dubita sempre e di tutto: perché la verità vuole che tu ti sbatta, non sta mai ferma e cambia scarpe ogni settimana.

, Carlo Cosio

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