I discorsi sul Family Day sono un po' a caso

Che sbatti eh

Carlo Cosio 09\02\2016

Che sbatti un altro articolo sul Family Day. Lo so zio, non ne posso più nemmeno io, però per riuscire a staccarmi da questa cosa prima devo scrivere due righe e dire quello che penso. È una questione di psicologia credo. Non sono qui a dirti se va bene o no far adottare bambini ad una coppia omosessuale. Ovviamente ho la mia idea però se ti interessa devi capirla dalle prossime parole. Ci tengo che tu noti degli errori di impostazione logica nei discorsi su questo argomento. Te li butto lì un po’ random.
Partiamo dal fatto che “il matrimonio è un diritto inviolabile dell’uomo” ed è “ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi”. Art 2 e 29. Fatto e diritto inviolabile vuol dire che non saranno Darwin, il Cattolicesimo o la Meloni a poterlo evitare. Nel senso raga, non vi compete, mettetevi il cuore in pace. Un’unione gay deve essere legalmente riconosciuta. Se poi vi sentite più tranquilli a chiamare questa unione con un altro nome lo accetto, anzi è un buon punto.

Ma da questa conclusione/premessa salta fuori un grosso bug che rimette in discussione tutto:

  • una coppia omosessuale deve avere gli stessi diritti giuridici di una coppia eterosessuale;
  • tra questi diritti c’è la possibilità di adottare e mettere su ‘famiglia’;
  • ok però la natura non fa nascere un bambino da due persone dello stesso sesso;

e allora menata: glielo diamo o no un bambino a questi gay? Le due fazioni che si sfidano si nascondono dietro due idoli: la natura (per chi dice no), l’amore (per chi dice sì). L’argomento infatti è in sé ambiguo e permette questo mix, se sei stato attento avrai notato che i piani in ballo sono già tre: quello giuridico, quello biologico, quello affettivo.
Risultato la gente parla per ore senza comunicare davvero. È come se passassimo una serata a chiacchierare tu della graduale esclusione degli arrotini dal mercato delle lame e io dell’affetto che provo verso di loro. L’argomento è quello, ma parliamo di cose diverse. Ecco come i tre livelli si sono trovati coinvolti in questa battle.

LIVELLO GIURIDICO: il bug di cui parlavo sopra salta fuori all’Art. 29 dove si dice che “la repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Società naturale infatti è un’accoppiata di parole proprio menosa.

LIVELLO BIOLOGICO: ad essa si sono aggrappati tutti i sostenitori del no. Il ragionamento è semplice e chiaro: biologico è naturale, naturale è normale, normale è bene. E si sa che a scienza si risponde con scienza: peccato che gli studi sullo stato di salute dei bimbani cresciuti da coppie omosessuali arrivino da un’altra scienza.

LIVELLO AFFETTIVO: la psicologia. Che non è proprio biologia. Si misurano autostima, emotività, coesione e tempo trascorso in famiglia. I punteggi sono più alti che nelle famiglie normali. Bella lì. Unisci il fatto che l’amore vince su tutto e che le coppie etero divorziano e il problema è risolto no? No frate, lo sai già che ti dicevo di no.

ECCO I PROBLEMONI

Che alla fine sono tutti riconducibili al modo in cui questo discorso viene affrontato.

  • Non può essere fondato sull’amore. È chiaramente ambiguo. Dai, non so nemmeno a chi voglio davvero bene, ti sembra il caso di rivoluzionarci la costituzione?
  • Non sulla biologia o sull’esempio del regno animale: gli uomini sono una specie ben precisa di animale, se vuoi paragona te stesso a un cane. Il termine “naturale” è ambiguo anche lui e super pericoloso. Molti pensano ancora che l’omosessualità sia uno stato innaturale e lo è se hai una certa visione del mondo. La visione del mondo che vorrei bruciare con la benzina.
  • Non si può fondare sulla religione. Davvero, sono molto rispettoso di sta cosa. E non voglio tirare fuori argomenti che già tutti dovremmo sapere. 
  • Non può essere fatto senza farsi due domande sul perché diamo per scontato che ad un’unione legale tra due persone seguano necessariamente dei figli. Fa un po' cattolicesimo gay. Quindi forse dovremmo chiarirci meglio che cosa intendiamo per famiglia.
  • Deve trovare la scienza che gli faciliti questa scelta. Sembra essere la psicologia. Di solito ne diffido, ha una storia da furbetta anche lei. Ma è chiaramente la scienza più adatta per trattare l’ambiguità dell’argomento. Perché è a sua volta ambigua.

Nei fatti questi punti sono malcagati da tutti. Dalle stronzate di molta gente con ruoli istituzionali a pericolose argomentazioni pseudologiche che alla fine mischiano questi tre livelli a caso in base a cosa gli conviene. In giro trovo di tutto. Allora finché se ne parla così frate non parliamone. Se invece ci diamo un attimo una calmata e smettiamo di basare le nostre argomentazioni sul fatto che i figli di omosessuali dicono di non trovarsi a disagio con i loro, allora sono qui quando vuoi.

Intanto piuttosto parliamo di arrotini.
 

, Carlo Cosio

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