Gli album del 2k15 che vi siete persi forse Vol III

Ultimo vol con rap, OST e roba nostrana

Federico Gambato 03\03\2016

ORIGINAL SOUNDTRACK (OST)

Fallout 4 - Inon Zur 

Possiamo giudicare le colonne sonore in due modi: o come musica in sé o in relazione a ciò che accompagnano, una buona colonna sonora suonerà bene in entrambi in casi. A fronte di una decennale esperienza nel campo, Inon Zur firma l'OST di Fallout 4, imponente e pluripremiato software di casa Bethesda. All'autore in effetti fu commissionato il medesimo compito per Fallout 3 (non per il discusso e buggato Fallout New Vegas, che risultò un enorme fiasco), così già dal trailer del nuovo capitolo il mio orecchio ci ha prestato attenzione: e non è stato deluso. Un placido piano traccia efficacemente l’ambientazione e il carattere dannatamente oppresso del Commonwealth, location della storia. Non è esattamente un inno alla gioia, quanto piuttosto una lenta e ansiosa melodia di sofferenza. A rari momenti di spensieratezza, spenti sul nascere, si alternano percussioni cariche ("Combact Ready" e "V.A.T.S. or Die"), attimi di slancio emotivo necessari a non farci lasciare le penne in situazioni pericolose e perché no, a consolidare il rapporto con il giocatore.

Ma tranquilli, se è la paura a dominare il videogioco, la radio del Pip-boy vi permetterà di distendere i nervi con la sua musica classica. O almeno fino al prossimo terribile incontro, "All day, all across the Commonwealth".

Voto

UNDERTALE soundtrack - Toby Fox

Top Selling nella categoria soundtracks su Bandcamp, è stata ideata per l'omonimo e particolare RPG (gioco di ruolo) UNDERTALE che come caratteristica unica ha il fatto di essere (a discrezione dell'utente) non violento.

La breve descrizione recita:

"In this RPG you don't have to kill anyone.

Each enemy can be defeated nonviolently.

Dance with a slime. Pet a Dog. Whisper your favorite secret to a knight.

Or, ignore this choice and rain destruction upon your foes."

Non abbiamo avuto ancora l'occasione di provare il software, ma già ci piace. Con oltre 70 tra tracce e brevi sketch a 8bit copre ben più di due ore di sottofondo musicale, cosa anomala per un RPG. L'intro fa tornare alla mente Zelda, Pokémon è più in generale il mondo Nintendo: quindi preparatevi ad un'immediata e lancinante nostalgia. Passato il momento critica l'OST si smembra in brevi mini-tracce tra l'interfaccia di gioco ed i vari menu con saltuari intervalli melodici simil-orchestra o anche elettronici. L'autore Toby Fox mette insieme una cronistoria musicale impressionante, una sorta di documentario acustico in cui scorrono come in un time-lapse virtuale compressioni di samples a cavallo tra i primi '90 fino a quelli più elaborati e contemporanei. Una vera chicca che in realtà darebbe una marcia in più a qualsiasi gioco 8bit.

Voto 8.5

It Follows - Disasterpeace

(vedi articolo metà anno)

Voto 8

 

 

HIP-HOP/RAP

Il Calabrone - Soft the Brainstorm & Roggy Luciano Hip Hop

Il calabrone nasce dalla collaborazione tra i liguri Soft the Brainstorm (Overkill Army) e Roggy Luciano (Casa Degli Specchi), il primo nel ruolo di rapper e il secondo di beatmaker. E ti dirò si dimostrano in formissima. Certo, non sarà il santo graal del rap italiano ma è un disco che i sensi di inferiorità verso il mainstream proprio non sa cosa siano. O meglio, se ne sbatte altamente. Soft ha il difficile compito di scrivere "labirinti intricati con al centro un concetto", rimanendo sincero, attento a non impantanarsi nella retorica intellettualoide che puzza ammerda di hipster (attaccati apertamente in tutto l'album) e Roggy quello ancora più veritiero di creare atmosfere tra rutti, synth vaporwave delicati o industriali al variare dell'argomento, drum mai banali e citazioni grottesche che sono una goduria (da pulp fiction l'ezechiele 25,17 viene scagliato sul poser di turno). Il gufo e la lupa è il pezzo che ho ascoltato più volte, anzi penso di averlo consumato. Soft ci regala (letteralmente, l'album è distribuito in free su mediafire) una fiaba che è anche una storia d'amore o qualcosa di simile. La sinergia di testo (e che testo) e base (e che base) è clamorosa: riesce a farci sentire sulla pelle le sensazioni vissute in ogni fase descritta, tra incontri, scontri e pregi che diventano difetti tra i sospiri. Le parole creano la base e la base crea le parole, una traccia da sapere a memoria. Come tutto l’album in realtà.

Voto 8.5

Tra la vita e la morte avrei scelto la metrica – Campidilimoni

Chi è Campidilimoni? Campi è un uomo che a 14 anni scopre di avere una grande passione per il rap e che passa i successivi 15 anni a cercare di diventare un giovane esordiente nel mondo dell’hip hop. Non ci riesce, perchè si veste “come me quando andavo a scuola di martedì” e non è tatuato. Ma fa le sue acrobazie e sforna lavori che se ne fregano di tutto, perché possono farlo. Tipo questo che salta fuori dal millino raccolto tramite crowdfunding il 9 ottobre del 2015 e che è composto da 6 tracce (di cui un remix). Potete trovare anche legami tra questo e l’album di prima, ma le esplicite intenzioni di Campi trattano l'hip hop come un monaco francescano tratta il cristianesimo: se avete presente gli Uochi Toki, spogliateli dalle basi industrial e noise e coprite l'aspetto disperatamente ermetico dei loro testi con un linguaggio da uomo comune dell'hip hop; altrimenti, se avete presente Egreen, toglietegli 19000 euro dal crowdfunding e le basi old school/trap e appiattite la metrica (se non conoscete nessuno dei due, vi consiglio di ascoltarli). Cosa abbiamo? Un esperimento di spoken word (metrica volontariamente semplificata) su grandi basi elettroniche che suona come la sensazione di caldo alla pancia dopo aver bevuto il thé: fucking piacevole. 20 minuti di album e sarete conquistati.

P.S. Oggi è uscito "Dettagli", singolo del nuovo disco di campi e puoi scaricarlo in free solo per oggi !

Voto 8.5

 

 

NOSTRANA

Northwood - In Depht With Whales

Qua a Neun se il saggio indica la Luna, non guardiamo il dito. Elogio alla (falsa) partenza per gli “In Depth with Whales”, data la superficalità e le evidenti mancanze del primo album dei veneti, capitati a fagiolo durante il live di Aidan Baker e i Raein al festival "Stay Home" vicino Udine. Siamo tuttavia alla prima release, una fatica resa gratuitamente su bandcamp. Onnipresente l'impronta strumentale di stampo post-rock con "All that Matters", seconda traccia dell'album, simbolo del poco ma buono che Northwood potenzialmente avrebbe potuto offrire. O speriamo offrirà.

Genere Post-Rock

Voto 5.5

Stelle Fisse - Aucan

Il djset, lontano in realtà anche dall’EP I, degli aucan mi ha lasciato perplesso e non ha avuto l’effetto sperato. Per ora rimane un momento dell’ormai duo, che riprende per l’album la formazione originaria, ricongiungendosi alla nativa esperienza live. Proprio durante quello al castello di Brescia di quest'estate gli Aucan hanno drasticamente resettato il mood, oscurando drop e mascherando beat classici letteralmente strumentalizzati real time. Il pubblico dell’ultimo minuto è rimasto un po’ spaesato, non sapeva di assistere alla riconversione stilistica del trio, ad uno spoiler di "Stelle Fisse". Ma anche squarciando il velo di positività portato a casa dopo il live, l’album non delude all’ascolto in cameretta. Modus operandi UK garage discendente dal buon Burial, fa riemergere progressivi richiami a "Black Rainbow" rielaborati da synths più docili e levigati. Gli ultimi titoli rompono il rischio di motonia dal breve incontro con il passato. Il disco passa il turno, gli Aucan scelgano la rotta.

Genere Garage

Voto 6.5

Funerali Jazz - MAcelleria Mobile di Mezzanotte

Voto 7.5

 

, Federico Gambato

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