Diremo addio alle inserzioni moleste?

O forse stavate ancora sperando di scoprire come perdere 40 kg con un click

Federico Gambato 08\06\2017

E’ da un po’ che Google ed altri big della pubblicità stanno pensando a qualcosa che migliori la qualità delle inserzioni sul web e sembra che ora qualcosa stia iniziando a muoversi, secondo il fra Tom’s Hardware, qui le novità sono dietro l’angolo.
Sarà una bella doccia fredda per molti siti web il cambio di rotta di Big G, già ben dettagliato nell’articolo di Tom’s: renderà la creazione di inserzioni scomode e “FARE CLICK SU AGGIUNGI ESTENSIONE PER CHIUDERE QUESTA PAGINA” decisamente ardua.
Il blocco riguarda tutte quelle pubblicità moleste che poco hanno a che fare con il marketing e che spesso sono veicoli di frustrazione e con un bel pizzico malware.
Se non avete un sito che guadagna con la pubblicità esultate pure, la cosa è molto interessante anche dal punto di vista della navigazione: niente più SONO VERAMENTE EUFORICO nel bel mezzo delle serie tv, ma occhio, non spariranno del tutto.
Lo scopo di Google è regolamentare con appositi filtri le inserzioni sui siti indicizzati, in questo modo è inevitabile che siti che utilizzano pubblicità in maniera invasiva e senza rispettare le regole vengano declassati o filtrati. Vi dice niente?
Molti di quei siti che vivono grazie al clickbait finalmente subiranno una bella batosta, il mancato guadagno porterebbe a una possibile fine del party di questi domini che di certo non ci mancheranno.

Naturalmente non mancheranno nemmeno gli stratagemmi per sopravvivere ma molti di essi dovranno vedersela pure con il sistema di fact-checking ideato dal colosso delle ricerche per frenare l’ondata di notizie false.
A farne le spese saranno anche le piattaforme di streaming illegali dato che sono tra i maggiori raccoglitori di click, ad ogni modo se il calo dei guadagni non sarà troppo rovinoso è possibile che servizi di questo tipo continuino ad esistere, magari con inserzioni ad hoc. Affiancato da un buon adblocker però il browser potrebbe diventare uno scudo verso ogni tipo di pubblicità e questo potrebbe spingere molti gestori a calcare la mano sulla disattivazione delle varie estensioni anti-annuncio o addirittura chiedere l’istallazione di estensioni per dribblare il controllo di Google.
In questo ultimo caso anche gli amici di Google dovranno fare attenzione: una regolamentazione troppo pesante verso i gestori potrebbe far crollare i propri guadagni derivanti dalla pubblicità e non è ancora chiaro come essa possa monitorare la situazione. Sicuramente a Google non mancano cervelli e assi nella manica.
Fino ad allora ecco un paio di adblocker sempre utili:
-gratis
https://chrome.google.com/webstore/detail/ublock-origin/cjpalhdlnbpafiamejdnhcphjbkeiagm?hl=it (estensione chrome)
-a pagamento, con VPN
https://windscribe.com/ (download)
https://chrome.google.com/webstore/detail/windscribe-free-vpn-and-a/hnmpcagpplmpfojmgmnngilcnanddlhb (estensione chrome)

, Federico Gambato

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