Il Pagellone di Sanremo 2017

Se ti becca Albano fra

Guido Giovannetti E Alberto Brogi 16\02\2017

Ciao fra, ecco il pegellon.

Giusy Ferreri: la Giusy aveva anche un brano interessante alle mani, ma la sua voce c’entrava proprio nulla. A condire il tutto, ci piazza pure un paio di latrati dei suoi. Voto: 5

Nesli e Alice Paba: Dante dovrebbe aver creato un girone infernale apposito per simili cagate. Al confronto i tormentoni di Fedez sembrano la “cavalcata delle Valchirie” di Wagner. Voto: 3

Fabrizio Moro: ci sta tutto. Sanremo è Sanremo, e il tipo lo sa molto bene: sul ritornello graffia e dà quel tocco in più. Voto: 7

Elodie: tutto sommato fa il suo. Un pezzo che non spacca un granché, troppo pop, ma la tipa dai capelli rosa sa cantare. Voto: 6

Lodovica Comello: una cagata abnorme. Una canzone del genere merita un inserto speciale nella sezione ANTIMUSICA. Tutto è prevedibile e già sentito. E in questo caso non vorrei mai e poi mai risentirlo. Voto: 3

Fiorella Mannoia: La Mannoia è la vincitrice morale del festival. Un brano che rende perfettamente il paradosso della vita – percorso tanto pieno di ostacoli quanto stupendo da percorrere – e che la roscia interpreta come suo solito alla grandissima. Gang gnag Fiorella, gang gang. Voto: 8

Alessio Bernabei: certe cose fanno male al cuore fra. Vien voglia di prendere una sbronza cosmica per dimenticare. Tutta colpa delle solite ragazzine di 12-13 anni, innamorate perse di questi esseri inutili: finché non smetteranno di scaricare musica e scopriranno la droga saranno tempi duri. Voto: 3

Al Bano: Al Bano è un vecchio leone, raga: continua a ruggire nonostante l’età. E ok, propone un brano old, ma pure gold (quasi da premio Oscar per le atmosfere). E così si porta a casa anche il premio all’arrangiamento. Voto: 7,5

Samuel: ottimo pezzo in chiave subsonica, ottimo riff di chitarra e groove di basso, peccato per il ritornello forse di poco impatto rispetto alla melodia iniziale. Voto: 6,5

Ron: come dire, fra? Ron non è esattamente John Lennon, ecco. Vecchio, stantio, lento, inutile. Fa un po’ venire due palle. Voto: 5

Clementino: la base ci sta pure, ma quanto a rap Clementino rimane un faggiano. Per di più hanno tentato di fare un pezzo R&B, ma Clementino non è esattamente Beyoncé alle prese con la sua “Lemonade”. Voto: 5

Ermal Meta: pezzo che spacca davvero, parte a dritto come un treno e ti stende fin da subito. Testo sentito ed importante, giustamente tra i primi della classe. Voto: 7,5

Bianca Atzei: miss anonimato Bianca Atzei non fa per nulla male. Il suo bel timbro viene messo al servizio di un pezzo interessante, potente e diretto. Voto: 6,5

Marco Masini: dispiace per il buon zio Masini, ma non graffia. Brano talmente noioso che sono entrato in tre diverse profondità del mio inconscio tipo Inception e ci ho trovato Leonardo di Caprio. Dormiva pure lui. Voto: 4

Sergio Sylvestre:  ci sta il nostro Andre The Giant nigga. Non che spacchi troppo: alla fine è un pezzo Soul che gioca a fare la hit Pop – volevamo più black, più anima Sergio. Voto: 6

Gigi D'Alessio: ballata abbastanza carina, dai. Non ha avuto l’attenzione che si meritava: Gigi era emozionato, fra, e la voce si sentiva eccome. Voto: 6,5

Michele Bravi:  Trovo che la sua voce sia più flebile, asmatica e soporifera del rantolo di Osvaldo Paniccia. Il brano, poi, scimmiotta palesemente Tiziano Ferro, senza raggiungere minimamente i livelli dell’originale. Di Tiziano ce n’è uno solo Voto: 5

Paola Turci: Paolona nazionale prende una piena sufficienza, nonostante fossi già pronto ad aggredirla verbalmente. Certo, i capolavori sono altra cosa, ma insomma non c’è affatto male. Voto: 6

Francesco Gabbani: il voto, raga, non è perché abbia vinto, ma perché il tipo ci porta una filastrocca che ti entra troppo in testa e che solo apparentemente suona stupida. Parla di tuttologi e sai quanto la cosa ci sta a cuore. Portare danza e ritmo nel regno delle mummie, poi, ci sta veramente tantissimo. Tormentone annunciato, nonostante – come detto – il pezzo vada preso sul serio (il vero bufus è Bernabei). Voto: 7,5

Michele Zarrillo: i melodici sentimentali normalmente fanno troppo due coglioni. Qui non c’è eccezione: al di là della bravura vocale, è tutto molto (poco) interessante. Voto: 5

Chiara: finalmente servita da un buon pezzo, è un peccato che non sia stata troppo apprezzata e non si sia classificata in posizioni più alte. Grande estensione vocale, come sempre. Voto: 6,5

Raige e GIulia Luzi: do un mezzo punto in più per l'impegno che avete fatto a partorire una simile cagata. Speriamo di non rincontrarci. Voto: 3,5

Ciao fra, all’anno prossimo.

, Guido Giovannetti E Alberto Brogi

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