5 $telle per il moralismo e per il tentativo

La parabola da Gesù a Beppe Grillo

Fabio Parola 6\10\2016

L’altro giorno stavo in aula studio e a un certo punto è entrato un tizio con le scarpe di due colori diversi. L’ho squadrato un secondo. Vabe, che soggetto. Poi uno al tavolo a fianco al mio, indicando il nuovo arrivato, ha detto a alta voce: “Ma guardate sto idiota, ma come cazzo va in giro?”. Tutti si sono girati verso di lui, compreso il ragazzo con le scarpe di due colori. E siamo rimasti un attimo perplessi: questo tizio aveva in testa un cappello a punta, tipo folletto di Babbo Natale. Che soggetto.
Ok questa scena non è mai accaduta, ma serve a capire in due secondi cosa sta succedendo nel consiglio comunale di Roma da tre mesi a questa parte, da quando il Movimento 5 Stelle ha piazzato in Campidoglio la prima donna al comando della Città Eterna da tot millenni. Siccome non voglio che pensiate che questo è un articolo di attualità politica italiana in cui vi spiego cosa non va secondo me nel M5S (anche se mi piacerebbe davvero tanto) facciamo che i riferimenti alle vicissitudini dei fantastici ragazzi di Beppe nella capitale sono una grande metafora per parlare di quanto siano scassaballe i moralisti. E di quanto la politica, in giro per il mondo, stia pericolosamente perdendo di vista una cosa che si chiama “principio di realtà”. L’ha inventata Freud, e per quanto ormai le idee dell’uomo in questione non siano decisamente più sul pezzo, credo possa avere ancora qualche utilità.

La forma più alta di politica, dice Grillo, è dire di no. Platone cazzo levati. Niente compromessi, insomma, che chi si accontenta gode così così. Peccato che tra Campovolo e il Campidoglio ci sia uno scarto che un elettore mediamente informato dovrebbe essere in grado di cogliere. Qualche sera fa sono stato a sentire Ezio Mauro, l’ex direttore di “La Repubblica”, e ha detto un paio di cose che mi sono rimaste: uno, che in democrazia non esiste la Verità con la V maiuscola e l’unica Verità è quella che ottiene il 50+1% dei voti; due, che chi è pulito dentro non ha paura di sporcarsi fuori. Ah, anche una terza cosa: chi non scende a compromessi in politica non sta facendo gli interessi del Paese ma quelli della propria setta (Stiamo sempre parlando di moralisti in generale raga, mi raccomando). Di solito, chi vuole farci la morale è anche abbastanza lontano dal principio di realtà. Ad esempio quando la vostra gafi pretende che non guardiate altre tipe. Non è possibile, sta vivendo secondo quello che Freud chiama “principio di piacere” e che però si scontra con le costrizioni materiali e le tradizioni della nostra realtà sociale.

Così, quando Luigi Di Maio twittava che un ministro indagato deve dimettersi entro cinque minuti non pensava certo che anche un’assessora nominata dalla sindaca romana del M5s (il partito di Di Maio, per chi ci legge dai monasteri di clausura) potesse finire sotto indagine. Tralasciando tutte le altre cialtronate che colorano il fatto, mi interessa sottolineare le parole usate da Di Maio per difendere l’assessora: in sintesi, che è stata denunciata da qualcuno che voleva rovinarle la reputazione, ma in realtà è innocente e le indagini lo proveranno. Momento: quindi se qualcuno è indagato non è detto che sia colpevole? Bomba, i grillini scoprono il garantismo. Buon per Pizzarotti. L’apice dell’assurdità è stato raggiunto quando la sindaca romana ha dato dei voyeuristi e dei penosi ai giornalisti  pronti a fotografare lei e il suo bocia appena messo il naso fuori di casa. Assurdità perché stiamo parlando della stessa sindaca, attenzione, che il primo giorno di consiglio comunale ha fatto sedere il figlio sullo scranno del primo cittadino e tutti a fotografare e dire “ah ma quanto è come noi la nuova sindaca che bello che bello”. qui siamo oltre l’idea che anche la cattiva pubblicità è buona pubblicità: stiamo dicendo che la buona pubblicità è legittima, la cattiva è vergognosa e immorale. Una concezione dell’informazione pubblica un po’ discutibile, no?

Non è altro che la solita storia della pagliuzza nell’occhio di chi critichi e della trave nel tuo, che se Cristo ha trovato tempo di dire significa che forse era una questione importante. Tanto più assurda è la difesa dei 5 stelle degli insuccessi (per ora, ma chissà) della giunta Raggi a Roma, secondo l’eterno mantra: E ALLORA IL PD???. Certo, anche gli altri fanno cazzate, abbiamo imparato a conoscerli. La differenza è che nessuno, oltre al Movimento ha posto la pretesa di essere i più onesti, trasparenti, innovativi del quartiere alla base del proprio programma politico. Da una persona normale, un comportamento normale è quello che ci si aspetta. Per un sedicente rivoluzionario, comportarsi come tutti è scandaloso. Quindi? Dobbiamo arrenderci allo status quo e buttare in vacca tutti i tentativi di migliorare le cose? Direi di no. Recuperare un po’ di sano scetticismo verso chi va in giro a dire di essere il Messia, però, non sarebbe una cattiva idea.

, Fabio Parola

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